Nabucco, Teatro del Maggio Musicale, 10/2020

 

“Accanto al suo Nabucco fiero e dolente, comunque impressionante, notevole è stato il debutto di Maria José Siri come Abigaille per il dominio dell’impervia tessitura e la capacità di restituire un personaggio più del consueto variegato e complesso.”

La Nazione

“ll lavoro di concertazione di Carignani si è fatto sentire anche nell’accompagnare il canto, che pur con un cast di fuoriclasse ha garantito un supporto fondamentale (…) soprattutto nel caso di un debutto impegnativo come quello di Maria José Siri in Abigaille. Il soprano uruguayano in un ruolo da far trema re i polsi ha dimostrato di saper adattare la sua voce di lirico-spinto alle esigenze di drammatico d’agilità senza scendere a compromessi, riuscendo a risolvere i passaggi più insidiosi con una franchezza e una rotondità d’emissione ammirevoli, come a servire al meglio i fraseggi incisivi quanto gli abbandoni intimisti. ... si deve riconoscere alla Siri un’ulteriore conferma del suo ottimo livello professionale, che l’ha imposta come l’esecutrice più a posto dell’intera serata.”
L'Opera

“Di prima scelta il resto del cast, diretto con esuberanza da Paolo Carignani: Fabio Sartori, Caterina Piva, il basso Alexander Vinogradov, e Maria José Siri che nella crudele Abigaille riesce a trovare qualche tratto di umanità.”
La Repubblica

“Perfetta Maria José Siri al debutto come Abigaille (e attesa a nuove interessanti prove).”
“...e quella ammirevole sotto tutti i profili di Maria José Siri, al debutto come Abigaille, che non ha sbagliato una nota della arditissima parte e che è parsa già matura dal lato interpretativo tanto da far intuire prossimi interessanti sviluppi sul versante prisco-verdiano.”
Toscana Eventi News

“Il ruolo impervio di Abigaille è stato affidato a María José Siri, che a Firenze abbiamo già ascoltato ne Il tabarro e in Suor Angelica di Puccini, ma che era al debutto in questa parte. Il soprano uruguaiano ha affrontato con piglio il suo personaggio guerresco e quasi maschile riuscendo allo stesso tempo ad esaltare i momenti più intimi della partitura.”
Il Reporter

"Torna poi a calcare il palcoscenico fiorentino María José Siri, che riesce sempre ad asservire il proprio strumento ai ruoli più complessi, come quello di Abigaille in Nabucco, per la quale di fatto combina alla fragile forza del personaggio una vocalità versatile e ben misurata.”
Teatrionline

“Altro elemento di interesse in una serata di alto livello complessivo è il positivo debutto di Maria José Siri come Abigaille. ... la proiezione della voce e la preparazione tecnica della Siri la rendono ben udibile lungo tutto l'arco della recita, concertati compresi. Presentatasi a Firenze molto ben preparata e già padrona della parte, di lei piace la sostanziale assenza di sforzo nei passaggi più ardui, l'intelligente rinuncia ad aprire il suono nel registro grave... e il gusto con cui impersona un'Abigaille più donna lacerata dalle passioni e dall'ambizione anziché battagliera virago. Il finale dell'opera “Su me, morente esanime” è forse il momento più emozionante della sua prova, assieme all'aria “Anch'io dischiuso un giorno”.
Operaclick