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Manon Lescaut, Génève, 3/2017

 

«Il soprano uruguaiano Maria José Siri sviluppa una bella tecnica vocale in tutto il corso dell'opera e approfondisce un'interpretazione portata da una voce carnale su un canto intelligentemente modulato. (...) I suoi acuti sensazionali e il calore della voce conquistano il pubblico."

Sylvie Bonier, Le Temps 

“Attenta al peso di ciascuna nota e di ciascuna parola, capace di gettare luce nuova su repliche come “Voler del padre mio”o “Una fanciulla povera son io”, il giovane soprano uruguayano Maria José Siri, intensa Amelia (Un ballo in maschera) alla Monnaie di Bruxelles due anni fa – padroneggia alla perfezione il canto di conversazione, la sua tecnica permettendole inoltre di cantare in un solo fiato la prima frase di “In quelle trine morbide”. Riguardo alla celebre e devastante aria conclusiva “Sola perduta abbandonata”, è stata interpretata con le risorse di una tecnica e di una sensibilità eccezionali che spesso hanno destato l'entusiasmo del pubblico.
Emmanuel Andrieu Opera Online 

“Maria José Siri, giovane soprano uruguaiano, all'alba di una carriera ben iniziata (Mimi, Tatiana, Tosca, Aïda, Butterfly, Leonora, Amelia) sui più grandi palcoscenici internazionali, è dotata di una voce grande, estesa e profonda, di belle note gravi sotto un registro centrale opulento, e con acuti facili, permettendosi il pianissimo o il fortissimo a seconda delle necessità espressive, con una facilità e una padronanza notevoli. Sa impersonare tutte le sfaccettature del personaggio, dalla sua leggerezza iniziale alla donna innamorata determinata, attraverso un sentimento assoluto e puro, che si udrà immerso nella passione torrida con cui il Cavaliere l'avvolge fino alla fine. Le due arie, quelle famose: “In queste trine morbide” e poi “Sola perduta abbandonata” non interpretate con eccellenza e trasmettono tutta la loro carica emotiva a un pubblico raccolto ed emozionato.”
Joël Heuillon, Olyrix.com

« ... la Manon di Maria José Siri, dalla voce ben delineata e rotonda e l'emissione omogenea e ben controllata (...)
Claudio Poloni, Concerto.net