Biografia

Combinando una “vocalità d’acciaio con lirismo e pathos” (The Financial Times), “capace di un totale abbandono” e potendo vantare “acuti brillanti” (Neue Zürcher Zeitung), Maria José Siri figura fra i maggiori soprani odierni in un repertorio che comprende molte eroine operistiche del diciannovesimo e del ventesimo secolo, da Verdi a Puccini e dal Belcanto al Verismo, cui ha dato vita in teatri e festival quali il Teatro alla Scala, Gran Teatre del Liceu, New National Opera Tokyo, Teatro Colón, Semperoper di Dresda, Deutsche Oper di Berlino, Staatsoper di Vienna, Staatsoper di Berlino, Monaco di Baviera, Amburgo e l’Arena di Verona. 


Recentemente, ha avuto un grande successo al Musikverein Graz come la spietata Abigaille nella versione da concerto di Nabucco di fianco a Placido Domingo. Come anche con Lucrezia Contarini e la sua personalità esigente ne I due Foscari al Maggio Musicale Fiorentino, confermando la Siri come uno dei principali soprani delle più importanti eroine drammatiche verdiane. Ha suscitato scalpore alla Staatsoper di Vienna nei panni di Elisabetta di Valois nel Don Carlo e Abigaille nel Nabucco, un ruolo che ha anche cantato al Teatro Petruzzelli di Bari ad Ottobre e al Maggio Musicale di Firenze per il suo debutto nel ruolo al fianco di Plácido Domingo l’anno precedente. Nella stagione 2021/2022 ha interpretato anche il ruolo della protagonista Tosca in una nuova produzione al Teatro Comunale di Bologna e Leonora di Vargas in una nuova produzione de La forza del destino a Liegi, all’Arena di Verona nel ruolo del titolo di Aida, nel Gala Domingo Opera Night. Un momento importante della stagione è stato il debutto del ruolo di Santuzza in Cavalleria rusticana con “una voce potente, densa timbricamente, con acuti fermi, ma anche dimostrandoci in questa occasione di essere capace di mutare l’infessione fino a rappresentare il grido, con sonorità aggressive, marchio della vocalità verista. Impulsiva e calda nel duetto con Turiddu” (L’Arena). 

Il debutto di Siri nel ruolo di Cio Cio San trionfa all'inaugurazione della stagione 2016/17 del Teatro alla Scala nella versione originale di Madama Butterfly guidata da Riccardo Chailly. Altri personaggi pucciniani nel suo repertorio includono i titoli eponimi di Manon Lescaut, Tosca e Suor Angelica, Giorgetta in Il tabarro e Anna in Le villi. È stata inoltre applaudita nelle eroine protagoniste di Francesca da Rimini e Manon Lescaut in nuovi allestimenti alla Scala, dove fra le altre apparizioni ricordiamo il debutto nel teatro milanese in Aida, parte che ha cantato più di centocinquanta volte in tutto il mondo, da Amburgo a Tokyo, São Paulo, Verona o persino davanti alle Piramidi di Giza.Il repertorio verdiano di Maria José Siri include più di undici ruoli, dalle guerriere dalle coloratura drammatiche del primo Verdi come Abigaille in Nabucco, Lucrezia Contarini in I due Foscari o Odabella in Attila, a titoli quali Il trovatore, Simon Boccanegra, Un ballo in maschera, La forza del destino, Don Carlo e Otello. Un altro ruolo emblematico del repertorio di Maria José Siri è Norma di Bellini, che ha interpretato per la prima volta al Festival di Macerata, ottenendo elogi per la sua autorità artistica e  stabilendo “una connessione perfetta con i bei vecchi tempi delle autentiche personalità canore” (Concerti). Maria José Siri collabora con i più importanti direttori come Bruno Bartoletti, Zubin Mehta, Daniel Barenboim, Gianluigi Gelmetti, Riccardo Chailly, Daniel Oren, Pinchas Steinberg, Fabio Luisi, Marco Armiliato, e Myung-Whun Chung. 

Nata in Uruguay da antenati di origini italiane, Maria José ha iniziato gli studi vocali all'ENAL di Montevideo, perfezionandoli al Conservatorio di Parigi e con la grande soprano Ileana Cotrubas. Nel 2017 ottiene l’Oscar della Lirica nella categoria Migliore Soprano. Ha interpretato i primi ruoli operistici sui palcoscenici del suo paese e in Argentina nel 2002, debuttando poi in Europa nel 2008 nel ruolo di Leonora ne Il trovatore al Teatro Carlo Felice di Genova. 

Giugno 2022