Attila, Teatro Comunale di Bologna, January 2016
"Tutti in riga davanti a Maria José Siri
"Il guerriero della situazione, nell'Attila di Verdi a Bologna, è il soprano Maria José Siri. Lei sì che mette in riga tutti con la voce che trae sentimenti belluini da ogni nota dell'opera."
Gregorio Moppi, La Repubblica
“Maria José Siri (Odabella) è l'interprete adatta a un ruolo che necessita di un mezzo vocale ampio ma non ingombrante, ed esegue con la medesima appropriatezza sia le espressioni drammatiche di vendetta, sia quelle più intimistiche, senza mai appesantire l’emissione.”
Valentina Anzani, Il giornale della musica
“Ma il premio di merito spetta a Maria José Siri (Odabella), voce pastosa e avvolgente, ricca di armonici, capace di elegante fraseggio e misura di fiato (nei prossimi mesi sarà impegnata in ruoli quantomai complessi come Tosca e Norma).”
Biagio Scuderi, Amadeus
“Maria José Siri ha dato voce a Odabella solida e sicura anche nelle parti più ostiche e temibili. Il suo personaggio è delineato in pieno, creando una donna forte e volitiva, a cui associa una emissione vocale di tutto rispetto affiancata ad acuti sicuri e puliti. Il suo elegante fraseggio e la padronanza vocale, ne fanno sicuramente la voce più interessante della serata.”
Mirko Bertolini, Opera World
“Odabella è ruolo da far tremare le vene ai polsi, tanti sono gli sbalzi di tessitura e la potenza di emissione richiesti. Maria Joè Siri si dimostra padrona della situazione e ... risolve tutto con gusto ed intelligenza, evidenziando gli aspetti più intimamente meditativi del personaggio e padroneggiando con sicurezza centri ed acuti.”
Alessandro Cammarano, OperaClick
“Sicuramente non si potrà fare a meno di apprezzare l'approccio di Maria José Siri a Odabella per l'intelligente quadratura musicale privilegiata rispetto all'esibizione di spavalderia. In sostanza: pensando prima alle insidie di “Oh! Nel fuggente nuvolo” che non all'esplosione pirotecnica della sortita. Ché il ruolo, dopo “Santo di patria” non è certo di tutto riposo, e se la primadonna si presenta saettando su e giù per il pentagramma con baldanza guerriera, non meno arduo è il suo sussurrare nella solitudine della natura la memoria del padre e dell'amato. La vocalità si mostra salda, non tonante ma adeguatamente corposa e proiettata (vale il discorso fatto per la Kybalova nell'altro cast: non importa tanto con quanta voce si cantino queste parti, bensì come si cantino), l'acuto svettante… l'esito efficace e convincente.”
Roberta Pedrotti, L’ape musicale
“La sua controparte al femminile è una Maria Josè Siri dal piglio guerriero la cui voce si conforma al personaggio, divenendo quasi cattiva nella sua pienezza: Odabella sfodera un bel fraseggio, sicurezza negli acuti ed un’emissione vocale da vera combattente.”
Maria Teresa Giovagnoli, MTG Lirica
“La regina della serata, Maria José Siri, ha conferito alla conturbante eroina Odabella quel furore ed anche quell’entusiasmo vocale che ha travolto il pubblico senza possibilità di scampo; nel debutto del ruolo la Siri ha subito dimostrato la sua pasta vocale nella prima frase “Santo di Patria indefinito amor”. La vocalità sopranile di Odabella deve saper mitigare tra forza e accenti piuttosto duri e la tenerezza passionale; in “Allor che i forti corrono” l’aspetto più marcato e talvolta rude con uno spirito vendicativo, è stato ben delineato da una vocalità solida e direi quasi “di forza” senza mai esagerare, riuscendo anzi a dosare e soppesare ogni singolo suono con intelligenza e stile; altro carattere e altro colore sono emersi invece in “Oh nel fuggente nuvolo” dove colorature, legato, eleganza e grazia, hanno saputo conferire all’aria il suo vero significato di ricordo, tenerezza, passione e amore, grazie ad uno splendido legato e ad una sonorità sempre misurata con dei “pp” di grande effetto.”
Simone Tomei, Gli amici della musica
“Con tutta la potenza vocale di questa massa di uomini, Maria José Siri li ha surclassati tutti al suo debutto nel ruolo dell’aristocrata aquileiana Odabella. Salti d’intervallo enormi, cascate di coloratura che vanno sino agli estremi dell’estensione sopranile, spesso accompagnati da un’orchestrazione dagli ottoni potentissimi, rendono questo senz’altro, con Abigaille e Lady Macbeth, uno dei più difficili ruoli verdiani in assoluto. Ma il soprano uruguayano ha offerto intonazione esemplaria, la voce intensa e potente anche negli estremi di registro e virtuosismi. Nell’aria ‘Allor che i forti corrono‘ ha dato l’autentica furia di vendetta che Verdi richiede e ha svettato senza sforzo con il timbro scuro in altezze drammatiche nella cabaletta seguente, ‘Da te questo or m’è concesso’. Al inizio del primo atto Odabella sta sola ed inosservata sul palcoscenico e, circondata dalla natura, rimpiange l’assassinio di suo padre per la mano di Attila. Maria José Siri integrava la sua voce con piena intimità e abbandono nel tessuto filigranato fatto dalle voci del corno inglese, flauto, arpa e violoncello.”
Florian Amort, Opern-Kritik.de
“Al suo fianco (Attila) la possente Odabella di Maria José Siri, il soprano uruguayano in continua crescita vocale ed interpretativa che sta attraversando un meraviglioso zenit artistico. La voce di lirico pieno, ma con un colore che può rendere appieno la drammaticità di una donna divisa tra la sete di vendetta e l’amore, con sbalzi di ottava spericolati nella prima sortita e poi nei concertati, si piega anche in piani e pianissimi di rara bellezza, sostenuti da una linea musicale esemplare. Esempio ne sia, per tutto, l’aria “Oh nel fulgente nuvolo”. Brava, bravissima ed acclamatissima anche a scena aperta.”
Andrea Merli, La Rubrica dell'Impiccione Viaggiatore