Tosca, Teatro Regio Torino, 2/2016
“Brava, vocalmente, Maria José Siri, nella parte di Tosca: cantare 'Vissi d'arte' a terra, prostrata dal dolore, senza compromettere la qualità del suono, non e' da tutti.”
Paolo Gallarati, La Stampa
“Maria José Siri nelle vesti di una Tosca sbarazzina, più diciottenne che cantate di classe osannata e frequentatrice niente meno che di Palazzo Farnese, ha reso con linearità il personaggio inserito nel contesto degli anni Trenta senza il fascino della celebrità ottocentesca.”
Paolo Zoppi, La Gazzetta di Parma
“L'uruguaiana Maria José Siri e' una solida professionista, che ha dato il meglio di se' in un Vissi d'arte di buona tenuta e sicuro effetto...”
Giulia Vannoni, La Voce di Romagna
“La prima è Maria José Siri, cantante di bella solidità, dal registro acuto facile e franco, particolarmente versata per il lirismo fra il secondo Ottocento e il primo Novecento. La figura della donna travolta dal suo stesso essere primadonna circondata dalla finzione e incapace di comprendere e gestire la realtà le calza a pennello e la rende davvero commuovente nel terzo atto, oltre che perfetta deuteragonista in un secondo atto avvincente come non mai. Squisitamente femminile nel suo abito belle époque che la fa somigliare a una diva del muto..., la Siri è indubbiamente un'ottima Tosca.”
Roberta Pedrotti, L'Ape Musicale
“Il soprano uruguaiano mette in primo piano il carattere seducente e giovanile, non privo di aspetti infantili, di Floria Tosca. Oasi emotiva, e forse momento più bello della serata, il 'Vissi d’arte' di toccante spessore espressivo. La voce della Siri ha mostrato in modo convincente la bellezza di un timbro brunito e di un registro acuto con suoni morbidi e ben proiettati.”
Lodovico Buscatti, OperaClick
“Toccante e ben dosato il duetto, 'l’ira audace e lo spasimo d’amore', tra Tosca e Mario Cavaradossi, dove la Siri ha dato sfoggio della sua bravura per poi raggiungere l’apice nel secondo atto con 'Vissi d’arte, vissi ‘amore, non feci mai male ad anima viva' e rivolgendosi a Dio chiedendogli il motivo per cui l’Altissimo la ricompensa con gradi pene, 'nell’ora del dolore, perché, perché Signore' il soprano uruguaiano mette in luce tutta la sua bravura tra doti vocali e recitativo a tal punto da mandare in estasi il pubblico. E’ vera come non mai! Emoziona a tal punto da far piangere, arriva dritta al cuore di chi l’ascolta e lo scrosciare di applausi e commenti positivi dal teatro gremito di persone ne sono la prova.”
Alessandra Giorda, Il Televisionario 2
“... María José Siri, impegnata nel ruolo del titolo, abbiamo apprezzato la tecnica, la presenza scenica e il timbro duttile, morbido, lirico e luminoso...”
Annunziato Gentiluomo, ArteInMoviemento Magazine
“Fresca dei trionfi come Odabella nell’Attila di Verdi, il soprano uruguaiano Maria José Siri, ... il suo «Vissi d’arte» è comunque il momento più emotivamente convincente della serata.”
Renato Verga, L'Opera in Casa