Francesca da Rimini, Teatro alla Scala 2018
"The role of Francesca, conceived by both D’Annunzio and Zandonai for their respective lovers, requires a big performance — and it gets one from María José Siri. The soprano, who matches steely vocalism with lyricism and pathos, communicates obedient devotion to the vile Giovanni (a powerful Gabriele Viviani), while her rapturous rapport with Paolo (the gallant Marcelo Puente) is absorbing.”
James Imam, Financial Times
"In der Titelrolle ist an der Scala mit Maria José Siri ein echter Spintosopran im Einsatz, der bis in die gleissenden Spitzentöne hinein zu maximaler Entäusserung fähig ist. Dabei kann die Sopranistin aus Uruguay ihre gehaltvolle Stimme stufenlos expandieren, lässt sie gerade auch in den weicheren Farben der Hingabe intensiv strömen.”
Michael Stallknecht, Neue Zürcher Zeitung
"Mit großer Ausdruckskraft und Stimmschönheit gestaltet Maria-José Siri die riesige Partie der Francesca, umgeben von einem homogenen und hervorragend singenden Ensemble.”
Franziska Stürz, BR Klassik
“Un ruolo di virginale adolescenza, pur affrontato vocalmente con apprezzabile bravura (...)”
Lorenzo Tozzi, Musica
“La protagonista Maria José Siri disegna un ritratto preraffaellita che non si esaurisce nella fredda contemplazione del bello ma si anima di carne e sangue. (…) vanta una linea di canto solida e sicura, un’attenzione del tutto singolare all’espressione e al fraseggio, per di più con una voce bella e luminosa.”
Fabio Larovere, Connessi all'Opera
"Insomma, una bella parete di sesto grado che Maria José Siri supera a pieni voti...”
Ugo Malasoma, Operaclick
"... vocally her expression and temperament helped to build Francesca's comprehensive personality. Her high notes were emitted with confidence, and the register passages were homogeneous and well balanced.”
Renato Verga, Bachtrack.com
"Debuttando il ruolo di Francesca, Maria Josè Siri ne esce vittoriosa... . La scrittura impervia che insiste paurosamente sul passaggio, il frequente ricorso agli acuti aperti, la necessità di sovrastare un ordito orchestrale massiccio e, per contro, la continua richiesta di assottigliamenti, di pianissimi quasi su un alito di voce (in una sala così vasta, poi) rendono il ruolo davvero monstre. (…) La Siri svolge un lavoro apprezzabilissimo di comunicazione non verbale con attenti movimenti del corpo, studiatissimi ma mai manierati.”
Operadisc.com
"L’onere è sulle spalle soprattutto di della protagonista (Maria José Siri), in scena in tutti i quattro atti, alle prese con passaggi difficilissimi dai “do” ai “sì naturali”, da estenuanti declamati ad ariosi e duetti (quelli con “Paolo il bello”, Marcelo Puente ) densi di passione; una sfida riuscitissima.”
Giuseppe Pennisi, Il sussidiario.net