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Madama Butterfly, Teatro alla Scala, dicembre 2016
"Maria José nel ruolo di Butterfly dispiega così tante diverse espressioni e colori della sua voce sopranile potente e calorosamente lucente che alla fine viene giustamente celebrata come la diva."
Eleonore Büning, Frankfurter Allgemeine
“Il soprano uruguayano María José Siri è stata la grande trionfatrice della serata. La sua incarnazione della protagonista giapponese ha raggiunto l'intensità psicologica di una Isotta.”
Pablo L. Rodrígues, El País
“Voce d'argento e d'oro, e ben proiettata, il soprano ha destato particolare ammirazione dei passaggi carichi di tensione psicologica e trattenuti...”
Marie-Aude Roux, Le Monde
“Quanto alle voci partiamo dalla eccezionale e festeggiatissima Maria Jose' Siri, impeccabile Cio-Cio-San...”
Stefano Biolchini, Il Sole 24Ore
“...the dark and multi-colored voice of Maria José Siri at her debut as Cio-Cio-San”
Pierachille Dolfini, L'Avvenire
“Stasera gli applausi erano già esplosi già a scena aperta, rivolti al soprano uruguayano Maria José Siri (commovente Cio-Cio-san) al termine dell’aria più famosa, "un bel dì vedremo..."...”
La gazzetta di Parma
“Maria José Siri ha affrontato con pertinenza stilistica l'impegnativa parte di Cio-Cio-San...”
Mario Merigo, Il Gazzettino
“Il soprano Maria José Siri ha stupito per voce e presenza scenica”
“Il soprano Maria Josè Siri ha voce e presenza scenica per dare di Cio-cio-san un’immagine molto credibile, senza cadere nella leziosità, rischio di questo personaggio soprattutto nel primo atto. Nel secondo atto la cantante, guidata sapientemente dal regista, ci ha offerto un'interpretazione di rara sensibilità, che ha emozionato tutti gli spettatori. Alla fine dello spettacolo la Siri era entrata talmente nel personaggio da non riuscire a trattenere le lacrime.”
Gabriele Antonucci, Panorama
“Intorno alla Madama Butterfly di Maria José Siri, al debutto nel ruolo, esemplare nella solidità della tenuta e nell’adesione struggente e totale al destino della sua tragica eroina che le valgono gli applausi a scena aperta di «Un bel dì vedremo».... “
Paola Molfino, Amadeus
“Maria José Siri è non soltanto una soprano di grande valore, ma anche una interprete di sensibilità eccezionale che ha messo a punto il proprio ruolo con una acutezza pari a quella dimostrata da Chailly nel sottolineare i caratteri più reconditi del personaggio.“
Luca Chierici, Il corriere musicale
“...Il soprano sudamericano possiede una bella voce, l'emissione è omogenea e il suo canto esprime molto (...) molto brava anche ad eseguire, durante tutto il primo atto, la gestualità kabuki. Nel complesso la cantante ha dato dimostrazione di aver metabolizzato appieno il complesso ruolo di Butterfly.”
Susanna Toffaloni, Operaclick
“Il soprano uruguaiano Maria José Siri ha fraseggiato con raffinatezza, soprattutto nel duetto d’amore (…) i fragili fili di tono in “Un bel dì vedremo” erano molto commoventi. La morte di Butterfly è stata particolarmente potente.."
Mark Pullinger, Bachtrack.com
“Nel ruolo della protagonista Maria José Siri, di sicura vocalità e con quel tanto di straniamento che non guasta...”
Stefano Jacini, Il giornale della musica
“Sulla compagnia vocale, va a segno la quadratura musicale e scenica di Mari José Siri. La protagonista domina la scena con una varietà d’intenti interpretativi tale da dimostrare un vero talento di attrice. Adeguata interprete sia nei momenti di passione solitaria sia in quelli di confronto con gli altri personaggi. La vocalità, calzante per il ruolo, si mostra salda... . Particolarmente riuscita la scena finale, in cui il soprano scandisce il rito giapponese dell’harakiri con una freddezza e una lucidità espressiva coinvolgenti.”
Pietro Gandetto, L'Ape Musicale
“Maria José Siri avvincente nel ruolo del titolo”
“Era doloroso da guardare, e Maria José Siri era talmente e pienamente convincente nei gesti e nelle intensioni che il pubblico si era asciugato le lacrime ben prima che le ultime battute si spegnessero.”
Graham Spice, Gramilano.com
“Elegante e convincente la Cio-Cio-San di Maria José Siri...”
Raffaella Sbrescia, Ritratti di note
“La Siri ha dato al personaggio la grazia in lei connaturata, unita ad uno studio accurato dei movimenti dal teatro Kabuki, a cui tutte le coreografie dell’opera erano pienamente e coerentemente ispirate. Ma ciò che, ovviamente, ha contato di più è stata la sua performance vocale, che si è dimostrata all’altezza della pesante responsabilità che la giovane cantante si è trovata sulle spalle ed ha gestito con grande professionalità. Lei stessa, in un’intervista, aveva definito la partitura pucciniana “crudele”, per la voce e anche per l’anima e in effetti è tale. Voce scura ma squillante, la Siri ha avuto a che fare con una tessitura per lei anche piuttosto acuta e si è districata molto bene nei gineprai pucciniani, pure nei gravi, godendo di un bel colore e di un’ottima tecnica. Debutto andato a buon fine, con applausi a scena aperta alla fine di “Un bel dì vedremo”.
Natalia Di Bartolo, Operaeopera.com
“Maria José Siri è una sensibile Butterfly”
Roberto Mastrosimone, Wanderer's Blog