Press
Don Carlo, Palau de les Arts Valencia, dicembre 2017
“Fra i personaggi femminili il soprano María José Siri ha interpretato con competenza il personaggio della regina Elisabetta...”
J.C. La Vanguardia
“...L'uruguaiana María José Siri ha offerto una Elisabetta dalla grana vocale pulita grazie a un timbro ideale...”
Jordì Maddaleno, La Vanguardia
“Nel ruolo di Elisabetta di Valois Maria José Siri dimostra perché la sua carriera sia in ascesa...”
Gonzalo Alonso, La Razon
“Il suo (del tenore) duetto con Elisabetta ha annunciato la vivacità di Maria José Siri la quale insieme all'incisiva Violetta Urmana nel ruolo di Eboli ha dato l'interpretazione più consolidata da una prospettiva psicologica.”
Alberto Gonzales La Puente, La Voz de Cadiz
“Squisita l'interpretazione di María José Siri nel ruolo di Elisabetta grazie a una tecnica impeccabile e una sensibilità suprema, con le quali ha firmato un'interpretazione lirica e delicata.”
César Rus, Ópera Actual
“Ammirevole vocalmente invece la Isabella di Maria José Siri che (…) ha fatto sfoggio di virtuosistiche messe di voce e acuti pieni e rotondi.”
Alberto Bosco, Il giornale della musica
“...l'emissione poggiava e dispiegò una gamma più che degna di possibilità vocali, filati, piani e un buon controllo del fiato...”
Juan José Frejio, Bachtrack.com
“María José Siri considera Verdi come uno dei suoi compositori “feticcio”, e se ha alcune settimane fa inaugurato la stagione del Liceu con Amelia di “Un ballo in maschera”, qui lo ha fatto con una Elisabetta ricca di sfumature, elegante nel canto e nel gesto, voce potente e di ricca tavolozza espressiva che sa coniugare il lirismo dei momenti amorosi nei duetti con Carlo o nelle sue preghiere all'inizio e alla fine dell'opera...”
Robert Benito, Opera World
“Maria José Siri nel ruolo di Elisabetta è una scoperta entusiasmante. È un autentico soprano spinto con un suono grande e voluttuoso abbinato a un bel colore bruno e a un vibrato ben controllato. La voce è ben emessa, risonante e corre bene. “Tu che le vanità” ha messo in luce un bel legato e un impressionante controllo delle dinamiche, con un'impeccabile doppia messa di voce su “Francia”.”
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