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Nabucco, Teatro Petruzzelli Bari, ottobre 2021

 

“... Maria José Siri, in grande forma non solo vocale.”   
La Repubblica 

“Particolarmente apprezzata la direzione di Renato Palumbo e l'interpretazione di Maria Josè Siri”  
“Intensa Maria Josè Siri, nel ruolo di Abigaille, che richiede grande abilità vocale.”  
ANSA

“Rivelazione della serata è il soprano Maria José Siri che tuttavia col ruolo di Abigaille non si accostava per la prima volta agli irti ruoli da drammatico di agilità del primo Verdi. La Siri si presenta con una voce di grande spessore e notevole volume, pur conservando la sua natura da soprano lirico (…) Impressionante il temibile salto di ottava sulla parola “sdegno”, a conclusione del recitativo “Ben io t’invenni”. L’Abigaille della Siri appare, come indicato nella drammaturgia verdiana, umana e più lirica nel terzetto con Ismaele e Fenena “Io t’amava”, mentre svela la sua natura tenace e pugnace già dal successivo concertato che chiude il primo atto. La parte di Abigaille è irta di difficoltà, che il soprano uruguaiano affronta tuttavia egregiamente. Lo splendido cantabile, “Anch’io dischiuso” permette alla Siri di esibire eterei pianissimo e un invidiabile legato morbido e sul fiato, il colore è avvolgente, caldo, di timbro rotondo e argenteo. La difficilissima cabaletta “Salgo già del trono aurato” è cantata con tecnica sicura, le agilità e i trilli sono eseguiti molto correttamente e il do che conclude la cabaletta è potente, proiettato e squillante. Il fraseggio è di altissima qualità e i versi “Salgo già del trono aurato” nel da capo della cabaletta sono cantati sottovoce, variando rispetto all’esposizione della stessa, perché la sua Abigaille è totalmente immersa nei suoi sogni di vendetta e potere. Al termine dell’opera lo spettatore prova pietà per la sua Abigaille che chiede perdono a Fenena per il male che le ha arrecato. La Siri ha ancora una volta modo di esibire splendidi filati e un canto a mezza voce.”  
Opera libera 

“Nell’impervio ruolo di Abigaille, tra i più difficili scritti per la corda sopranile, si è cimentata Maria José Siri, ruolo che ha affrontato per la prima volta l’anno scorso a Firenze e che tra qualche giorno porterà alla Staatsoper di Vienna. Una prova maiuscola la sua, grazie alla voce pulita, di bel colore, potente ma capace di pianissimi esemplari e con un facile registro acuto. Di grande rilievo la scena che apre il secondo atto con il da capo variato della cabaletta. Anche sul piano interpretativo il soprano uruguaiano si è perfettamente immedesimata nella parte con una mimica di grande espressività.”   
OperaClick 

“L’intimo tormento di Abigaille è stato reso magistralmente dal soprano Maria José Siri, di ritorno a Bari dopo la singola rappresentazione di “Adriana Lecouvreur” che precedette il primo lockdown. La celebre cantante ha delineato in maniera credibile la protagonista femminile dell’opera, evidenziandone l’arcigno cinismo con sontuose impennate vocali ben differenziate dal morbido lirismo con cui, soprattutto nel terzetto iniziale e nell’ultimo quadro, ha fatto emergere il cuore infranto di una donna profondamente frustrata nel suo desiderio d’amore e nella sua ambizione sociale.”  
Fernando Greco, Il tacco d’Italia